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La diversità come fattore di successo

La diversità è più di una tendenza. Rende le aziende più performanti, fa avanzare l'innovazione e rafforza la coesione sociale. Ma cosa significa diversità, e come sfruttarla concretamente?

La diversità per sopravvivere

In natura la diversità è essenziale per la sopravvivenza, e nelle aziende non è diverso. Ma cosa significa esattamente diversità, e perché è così importante? Questo articolo mostra perché una diversità vissuta favorisce non solo la giustizia sociale, ma porta anche successo economico.

Cosa significa questo termine che viene dal mondo vegetale?

Il termine diversità deriva originariamente dalla biologia e descrive la varietà di specie ed ecosistemi (Salzbrunn, 2014). In sociologia, diversità e varietà sono spesso usate come sinonimi (Schwarz-Wölzl & Maad, 2004). Questo comprende non solo caratteristiche evidenti come genere, età o etnia, ma anche fattori invisibili come modi di pensare, stili di lavoro o esperienze di vita. Già nel Civil Rights Act del 1964 la diversità fu riconosciuta come valore sociale centrale (Warmuth, 2015).

La diversità crea valore aggiunto per le aziende

La ricerca dimostra che la diversità nei team porta a soluzioni più creative, perché vengono integrate prospettive diverse. Gli studi provano che le aziende diversificate sono più innovative e hanno maggior successo economico nel lungo periodo (Bendl et al., 2012). Allo stesso tempo, la diversità può anche portare sfide, ad esempio nella comunicazione o nella collaborazione. Il cosiddetto effetto ingroup descrive il fatto che le persone favoriscono inconsciamente il proprio gruppo ed escludono gli altri (Ehrke & Steffens, 2015). Le aziende che promuovono questa consapevolezza possono così diventare più produttive e innovative nel lungo periodo.

Quello che in pochi sanno: la diversità legata alla disabilità è un potenziale inutilizzato

Una forma di diversità spesso trascurata riguarda le persone con disabilità. Qui si nasconde un enorme potenziale per le aziende: le ricerche dimostrano che i team misti non solo creano nuovi punti di vista, ma contribuiscono anche a una società più inclusiva (Böhm et al., 2015). Ciononostante, questa forma di diversità non viene ancora sufficientemente considerata in molte organizzazioni. I collaboratori con disabilità portano spesso particolari capacità di problem solving e possono, grazie alle loro prospettive uniche, spingere l'innovazione.

La diversità come vantaggio competitivo per le aziende

Background, esperienze e modi di pensare diversi creano spazio per soluzioni creative e rafforzano la capacità di innovazione. Le ricerche dimostrano che i team diversificati sviluppano più rapidamente nuove idee e reagiscono in modo più flessibile ai cambiamenti (Bendl et al., 2012). Le aziende con una forza lavoro diversificata beneficiano inoltre di una fidelizzazione dei clienti più forte, perché comprendono meglio le diverse esigenze e vi rispondono in modo più autentico. La diversità non è quindi solo un ideale sociale, ma anche un chiaro vantaggio economico.

Le organizzazioni che promuovono attivamente la diversità ne traggono beneficio nel lungo periodo grazie a una maggiore capacità di innovazione, un miglior clima di lavoro e una maggiore attrattiva per i talenti. Le aziende che non sostengono la diversità solo sulla carta, ma la integrano nella propria cultura aziendale, avranno più successo nel lungo periodo.

Bibliografia

Questo articolo si basa sul lavoro scientifico di Bircher, F. (2018): Generiert Behinderungs-Diversität Synergieeffekte im Unternehmen? GRIN Verlag. I contenuti sono stati rielaborati e sviluppati in chiave pratica.

Riferimenti

  • Salzbrunn, M. (2014). Vielfalt / Diversität. Bielefeld: transcript Verlag.
  • Schwarz-Wölzl, M., & Maad, C. (2004). Diversity und Managing Diversity. Zentrum für Soziale Innovation.
  • Warmuth, G.-S. (2015). Gelebte Diversität? Erfolgreiche Umsetzungsstrategien am Beispiel einer technischen Hochschule. Wiesbaden: Springer VS.
  • Ehrke, F., & Steffens, M. C. (2015). Diversity-Training: Theoretische Grundlagen und empirische Befunde. In E. Hanappi-Egger, & R. Bendl, Diversität, Diversifizierung und (Ent)Solidarisierung (p. 205-221). Wiesbaden: Springer VS.
  • Bendl, R., Hanappi-Egger, E., & Hofmann, R. (2012). Diversität und Diversitätsmanagement. Vienna: Facultas Verlags- und Buchhandels AG.
  • Böhm, S. A., Baumgärtner, M. K., & Dwertmann, D. J. (2015). Das Management von Behinderungs-Diversität. Springer VS.

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